Louise Michel. Regia di B.Delépine e G.Kervern. Con Yolande Moreau e Bouli Laners

In epoca di crisi la caccia al ladro si trasforma nella caccia al capo, alla ricerca dei responsabili che hanno mandato in malora famiglie intere in ogni parte del mondo. La disperazione latente ha portato già a sequestri (a volte simbolici, a volte reali) di direttori generali o responsabili del personale. E se la rabbia e la frustrazione si spingessero ancora oltre, cosa succederebbe?

Hanno voluto giocare su questa non troppo improbabile ipotesi i registi francesi Benoit Delépine e Gustave Kervern, dando vita a una suggestiva black comedy a cui hanno dato il nome di un’ anarchica francese di fine ottocento, Louise Michel.

Una decina di operaie di una fabbrica nella regione della Picardia dopo essere state subdolamente tranquillizzate dai superiori con un regalino extra fuori salario, si ritrovano improvvisamente senza impiego. Della fabbrica dove lavoravano resta solo la struttura esterna, mentre macchinari e attrezzature sono scomparse nel nulla, insieme a direttore e vice. Disperate, le operaie si riuniscono per decidere cosa fare con quello che resta loro dei quarant’anni passati a cucire e rassettare, ovvero duemila euro di liquidazione a persona. Le proposte sono molte, dai rinvestimenti in nuove attività a esperimenti artistici alquanto discutibili, fino alla soluzione che mette tutte d’accordo: pagare qualcuno per fare fuori il grande capo, colui che le ha messe tutte sul lastrico. Louise, apparentemente la più mansueta, si occuperà di selezionare il sicario (Michel) e portare a termine la missione, tra scambi di persona, equivoci e paradisi fiscali.

Grottesco e surreale Louise Michel affronta il tema più discusso dai media di quest’ultimissimo periodo, ovvero le prime e più visibili conseguenze della crisi, licenziamenti di massa e compulsiva ricerca dei colpevoli, prendendo spunto da una serie di sketch televisivi che i due registi Benoit Delépine e Gustave Kervern avevano già ideato alcuni anni fa’ (con grande e intuitiva preveggenza su quello che sarebbe successo da lì a qualche tempo).

Semplicissimo nella regia e nella messa in scena (molta camera fissa e prossemica misurata e sobria), il film a tratti può dare l’impressione di andare avanti in maniera cabarettistica e squinternata, con il susseguirsi di gag disomogenee in quanto a gusto e comicità, ma valutato nel suo complesso è un apprezzabile (e provocatorio) tentativo di rappresentare ciò che potrebbe succedere da un momento all’altro se i buoni smettono di fare i buoni (a ragion veduta) e cominciano a perseguitare i cattivi in un’ improvvisa , famelica e invertita caccia ai gatti da parte di orde di topolini senza più nemmeno una briciola di formaggio.

Premiato al Sundance Film Festival di quest’anno con una menzione speciale della giuria per l’originalità e al Festival di San Sebastian del 2008 per la migliore sceneggiatura, Louise  Michel sarà nelle sale italiane dal 3 aprile 2009.

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