The Brothers Warner. Regia di Cass Warner. Anteprima europea

Quando si sente “Warner Brothers” la prima cosa a cui viene da pensare è probabilmente un simpatico coniglietto di nome Bugs Bunny che cerca di scappare da un non molto convinto cacciatore con bombetta e naso a patata chiamato Taddeo. Ma cosa c’è dietro a quel grosso scudo con le iniziali WB che apriva (e apre ancora) ogni puntata di alcuni tra i più celebri cartoni animati mai esistiti, così come molti dei capolavori del cinema classico hollywoodiano?

Cass Warner ha voluto ripercorrere la storia di una delle più importanti case di produzione cinematografiche esistenti al mondo e per farlo ha iniziato sfogliando tra gli album di famiglia. Nipote del presidente e fondatore Harry, Cass dà avvio al suo racconto ripensando agli ultimi momenti passati insieme al nonno, di cui ancora sembra possedere nitidi ricordi.

Perchè la storia della Warner Bros, non è solo il susseguirsi di vicende artistiche, produttive e distributive contraddistinte dai fisiologici periodi d’ascesa e di declino che accompagnano molte delle aziende impegnate nell’industria cinematografica. E’ anche, e forse prima di tutto, la storia di un sogno coltivato in famiglia, l’evoluzione di un’idea che ha preso corpo lentamente, grazie all’abnegazione di quattro fratelli tanto diversi da loro, ma anche molto determinati, caparbi e volenterosi.

Quattro fratelli di origine polacca Harry, Albert, Sam e Jack,  giunti nel Nuovo Mondo a inizio Novecento, intuiscono quasi contemporaneamente che quel fenomeno che attirava un grande numero di persone in una sala buia dove venivano proiettate delle “immagini in movimento” aveva delle potenzialità incredibili da far emergere e sui cui investire. E così che, messi insieme i pochissimi soldi di cui disponevano, aprirono una piccola sala da novantanove posti facendosi prestare le sedie dalla agenzia di pompe funebri di fianco che chiudeva poco prima dell’apertura di questo nuovo “cinema”.

Con questo umile tentativo inizia l’avventura dei Warner Brothers, guidati dal fratello maggiore Harry che, poco dopo, ebbe anche l’ eccezionale intuizione che l’inserimento del sonoro in quelle immagini in movimento avrebbe determinato un significativo cambiamento e un decisivo passo in avanti. Dagli anni trenta in poi i successi furono continui e numerosi, dalle produzioni di film impegnati nel sociale che scossero molti americani, alla realizzazione dei primi gangster movies (Nemico pubblico, Una pallottola per Roy, che lancia attori come James Cagney e Humphrey Bogart), passando per importanti musical quali Quarantaduesima strada e La danza delle luci fino alla fortunata serie di cartoni animati Looney Tunes che ancora oggi intrattengono i bambini di tutto il mondo.

Ma come ogni storia di successo che si rispetti, come tutte le più importanti biografie familiari placcate con l’oro della popolarità, anche le avventure dei fratelli Warner che avevano basato tutto sulla loro unione di intenti e il loro profondo legame, nonché sulle loro diverse capacità e attitudini che insieme formavano un team resistente su ogni fronte, furono minate da momenti di incertezza e debolezza. Al successo di un capolavoro come Casablanca si alternavano le accuse di filocomunismo, alla stagione d’oro di Hollywood si opponevano i disastri della Grande Depressione e alla crescita di un progetto figlio di più padri si cominciarono a manifestare le prime gelosie dei genitori più attenti o forse solo più egoisti.

La nipote Cass, fondatrice della Warner Sisters Productions, si è servita di sequenze filmiche inedite, video tratti da molti incontri istituzionali a cui parteciparono i quattro fratelli, foto pubbliche e private, e soprattutto interviste a conoscenti e amici, familiari e attori ancora oggi molto noti, per ricostruire la vicenda di quella che per molti è solo un’effigie, un marchio, tanto famoso quanto sconosciuto. Dietro quello scudo ci stanno invece sforzi e debolezze di una storia prima che produttiva umana e personale, ricca di aneddoti divertenti e poco conosciuti. Un modo di andare dietro le quinte sfogliando un album di famiglia, dove poter incontrare da Bette Davis a Bugs Bunny, da James Dean a un dodicenne di nome Dennis Hopper.

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