Gordos. Regia di Daniel Sànchez-Arévalo. Con Antonio De La Torre, Raùl Arévalo

Quando ogni rimedio contro l’obesità è fallito, quando né medici né nutrizionisti sono riusciti a risolvere il problema e ogni tipo di dieta si è rivelata essere un tentativo andato a male vuol dire che è arrivato il momento di spogliarsi delle proprie colpe è dare inizio ad una bella autoanalisi, una terapia, meglio se di gruppo.

E’da un’immagine simile che prende avvio Gordos, presentato questa mattina nella sezione Giornate degli autori al Festival di Venezia. Cinque persone prendono parte ad una riunione in stile alcolisti anonimi, ma per combattere un altro tipo di dipendenza, quella dal cibo. Dal ciclo di riunioni faccia a faccia e senza inibizioni ognuno spera di poter capire l’origine del proprio male, ma quello che scopriranno sarà una rete di problemi interconnessi ora con la vita di coppia, ora nei rapporti con parenti e amici che li porterà a sconvolgere le proprie priorità, le proprie abitudini e le proprie necessità non senza ripercussioni per i loro stati d’animo e il loro peso corporeo.

Una satira intelligente e ben costruita su tutte le problematiche ultracontemporanee legate all’immagine esteriore e al sentirsi bene con se stessi rendendosi piacevoli agli altri. Un pregevole lavoro di scrittura e di messa in scena che forse pecca un po’ di prolissità (si sfiorano le due ore), ma che risponde con intelligenza ad almeno due delle prerogative di una commedia che si possa e si voglia definire riuscita: toccare le giuste corde per stimolare una risposta in un pubblico eterogeneo e incastrare le vicende affinché non manchi un certo ritmo narrativo. Operazione riuscita per Daniel Sanchez – Arévalo, l’autore di un già convincente Azul oscuro casi negro che con questa ultima opera si conferma un’interessante promessa per il cinema spagnolo contemporaneo.

Ci sono voluti dieci mesi di riprese in cinque fasi distinte per realizzare un film che vede ingrassare  e dimagrire i suoi protagonisti al ritmo di una dieta che punta tutto sulla forza di volontà, più che sui famigerati sette chili in sette giorni. “Un’esperienza molto difficile ma stimolante” ha detto il regista presente in sala per un incontro con il pubblico “dove hanno giocato un ruolo fondamentale i produttori, disponibili a sostenere tempi di lavoro molto lunghi”. Bravi anche gli attori per i quali la realizzazione di Gordos è significato anche concentrarsi molto sul proprio fisico, elemento che per lunghi mesi ha preoccupato non poco il regista.

Gordos che ha ricevuto un’immediata reazione positiva da parte del pubblico del festival uscirà la settimana prossima in Spagna, ma non ha ancora ufficializzato nulla riguardo a una prossima distribuzione internazionale. Ma iniziare bene a Venezia fa ben sperare per la sorte di questa grossa grassa commedia spagnola.

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