Archivio per novembre, 2009

Good Morning Aman. Dal 13 novembre al cinema

Posted in Cinema with tags , , on novembre 11, 2009 by Dario Adamo

Teodoro non esce mai la sera, da tre anni (un po’ come la Giulia di Giuseppe Piccioni). Aman invece sta tutto il giorno in giro, tra un mezzo lavoro presso un autosalone dove si occupa di tenere pulite le vetture in vendita e le chiacchiere per strada con Said che invece ha deciso di lasciare Roma e partire alla volta di Londra. Per strada Aman ha anche incontrato una ragazza che però gli sfugge sempre, presa anche lei da mezzi lavori e falsi impegni. Come le due facce di una stessa medaglia Teodoro e Aman sono entrambe persone al margine della stessa società: un ex pugile che da quella società si è disintegrato e un immigrato somalo perfettamente integrato ma in cerca della propria identità.

Good Morning Aman è il primo lungometraggio del giovane regista Claudio Noce, apprezzato autore di corti e documentari, che esordisce al cinema con un film difficile, una storia sull’integrazione delle seconda generazione di immigrati residenti in Italia, ma anche un’intensa riflessione sull’identità problematica di chi dalla società si è (o è stato) estromesso e l’ha finita rinchiudendosi dentro una gabbia di solitudine e sonniferi a contemplare un quadro comprato da un televenditore. Da un lato le difficoltà di chi si è giocato tutto e sull’orlo del baratro trova le ultime monete per fare un’altra puntata, presumibilmente l’ultima. Dall’altro la smania acerba di volere rischiare subito senza troppi calcoli, affidando al caso e agli incontri le proprie possibilità nella speranza che vada tutto bene.

Un incedere narrativo un po’ lento sostenuto da un approccio visivo frenetico ma formalmente curato (la camera a spalla segue e avvolge i protagonisti della vicenda marcandoli da vicino per quasi tutta la durata del film) rappresenta la cifra stilistica di Claudio Noce che alterna momenti diegeticamente coerenti a flashback mentali e flussi di pensiero del giovane Aman. Un emaciato e cupo Mastrandrea nel ruolo del pugile dal passato grigio e tormentato risponde bene alla chiamata del regista che pur concedendogli qualche battuta delle sue lo veste di nuovi abiti, ben diversi da quelli sgargianti che normalmente il pubblico è abituato a vedergli addosso.

Un’altra impresa produttiva all’italiana, tanta fatica per realizzare un progetto che ha visto Valerio Mastrandrea impegnato anche come co-produttore dell’ultimo minuto e i soliti dubbi che accompagnano l’opera prima di un autore esordiente (molto valido), con la speranza che lo sforzo venga ripagato dall’interesse del pubblico. Il film, distribuito in trenta copie in tutta Italia da Cinecittà Luce sarà al cinema da venerdì 13 novembre.

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Marpiccolo. Regia di Alessandro di Robilant. Dal 6 novembre al cinema

Posted in Cinema with tags , , on novembre 5, 2009 by Dario Adamo

Di Gomorra non c’è una sola in questo benedetto assurdo belpaese. Di quartieri difficili e periferie desolate dove la scuola dell’obbligo è pratica facoltativa e i modelli culturali si collocano a metà tra vita di strada e televisione commerciale, ce ne sono tanti giù al sud. Cambiano i dettagli di un paesaggio tutto sommato simile o l’accento di un dialetto duro che spesso sputa parole amare, ma la sostanza rimane la stessa, a Napoli come a Taranto.

Nel quartiere di Paolo VI, nella zona sud di Taranto, vive Tiziano (Giulio Beranek), sveglio ma capoccione ragazzo di strada che troppo spesso preferisce sbrigare i lavoretti per il boss locale (Michele Riondino) piuttosto che andare a scuola come fanno abitualmente i suoi coetanei. A casa non sempre riesce a trovare Franco (Nicola Rignanese) suo padre, troppo indaffarato a sperperare il corrispettivo della sua cassa integrazione in videopoker-mangiasoldi, mentre Maria (Anna Ferruzzo), sua madre, cerca di tenere a bada ciò che resta della famiglia e cioè la piccola Lucia, tra i problemi dentro casa e la contestazione fuori a causa dell’ultimo ripetitore telefonico foriero di altri possibili tumori in città, come se l’impianto industriale dell’ILVA non fosse già abbastanza. Tiziano dietro quell’aspetto da burbero si dimostra anche capace di amare: ha una ragazza, Stella (Selenia Orzella), che tra mille difficoltà cerca di volergli bene, con sincerità, ma stare dietro a Tiziano non è cosa facile. Attorno a lui poi ci sono la professoressa d’italiano Costa (Valentina Carnelutti) e l’educatore di origini romane De Nicola (Giorgio Colangeli) che in qualche modo cercano di dargli una spinta per rimetterlo in carreggiata, ma la sua strada, come quelle di Paolo VI, è molto dissestata e prendere una buca, a volte una voragine, è troppo facile.

Marpiccolo, tratto dal libro di Andrea Cotti dal titolo “Stupido” e presentato in concorso al Festival Internazionale del film di Roma 2009 nella sezione “Alice nella città” si serve della realtà amara delle periferie di Taranto per ricostruire una vicenda tanto individuale quanto collettiva, la repressione di un ragazzo di strada che è la voce sopra le righe delle difficoltà di un quartiere, di una borgata dimenticata dallo stato e dalle forze politiche. Il regista Alessandro di Robilant, lo stesso del fortunato Il giudice ragazzino, sceglie di affidare questa storia a un cast formato in parte da attori non professionisti, a partire dallo stesso protagonista Giulio Beranek, esordiente con un passato da calciatore professionista in Grecia e trapezista circense qui in Italia che vive a Taranto da anni.

Della stessa città sono anche molti degli altri interpreti che si muovono sul set naturale che conoscono bene e che diventa personaggio anch’esso, un “mare piccolo” e un po’ inquinato che si apre lasciandosi alle spalle le costruzioni di periferia, le strade impervie e i piccoli ambienti malavitosi da dove Tiziano vorrebbe scappare, ma che poi lo risucchiano senza lasciargli aria.

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