Archivio per novembre, 2010

Precious. Al cinema dal 26 novembre

Posted in Cinema with tags , , , , , on novembre 22, 2010 by Dario Adamo

Claireece Jones, “Precious” per le amiche, che per la verità sono molto poche. Per una ragazza di sedici anni, di colore e con svariati chili di troppo non è infatti facile farsi accettare da coetanei poco maturi e molto sgarbati, che passano il loro tempo a trovare l’insulto più colorito tra le poche centinaia di parole che conoscono. Se poi vivi ad Harlem, sei stata messa in cinta due volte da tuo padre, mentre tua madre ti reputa un’inutile peso di troppo (non solo per i chili in eccesso) e si rivolge a te con parolacce e ulteriori gratuite violenze, risulta davvero difficile coltivare sane amicizie e relazioni durature. Per fortuna che la vita è fatta anche di piccole sorprese, incontri e casi fortuiti che aprono il ventaglio delle possibilità, offrendo la carta del riscatto laddove prima c’era solo rassegnazione.

Tratto dall’omonimo romanzo di Sapphire, Precious, opera seconda dell’apprezzato e apprezzabile Lee Daniels (autore di Shadowboxer nel 2005 e produttore di Monster’s Ball nel 2002), guarda senza paura al buio sottobosco delle violenze domestiche potando sul grande schermo una storia che non è solo racconto di formazione, ma dramma contemporaneo a tinte forti i cui colori primari non seguono tuttavia la regola che si insegna a scuola ai bambini. In Precious infatti sembra che il rosso degli abusi incestuosi e della prepotenza manesca e violenta si mescoli al nero di un’America che ancora discrimina per questioni di genere oltre che di pelle, dando vita a un verde che è solo torbida speranza per un futuro migliore, pallida opportunità di farcela con immensi sacrifici e non poche difficoltà. In filigrana, trasparente ma non troppo, il problema dell’apparenza, dell’immagine, del piacere e del piacersi supportato dalla scelta (tutta visibile) di porre da un lato icone sexy al maschile e al femminile (nel cast anche Mariah Carey e Lenny Kravitz) e dall’altro le protagoniste di una tragedia alimentare oltre che familiare, le apprezzatissime e abbondantissime Mo’nique (premio oscar come miglior attrice non protagonista) e Gabourey Sibide, debuttante all’altezza del suo ruolo.

Accompagnato dall’uscita italiana del libro, pubblicato da Fandango Libri, Precious arriva nel nostro paese dopo aver rastrellato innumerevoli consensi in giro per il mondo (circa sessanta premi in trentotto festival internazionali tra cui due Oscar, un Golden Globe e tre riconoscimenti al Sundance) e sarà al cinema dal 26 novembre.

A Bologna, presso il Cinema Lumière, Precious sarà presente in anteprima nazionale (in collaborazione con Fandango Distribuzione) per una doppia proiezione: alle ore 20.45 in Sala Officinema/Mastroianni (riservata ai partecipanti del ForFilmFest) e alle ore 21 in Sala Scorsese (aperta al pubblico con ingresso gratuito fino a esaurimento posti disponibili).

Io sono con te. Un film di Guido Chiesa

Posted in Cinema on novembre 19, 2010 by Dario Adamo

L’educazione di un figlio rientra indiscutibilmente tra i doveri più complessi ed insieme entusiasmanti della vita di una donna: costantemente in bilico tra l’istinto a reprimere i comportamenti meno appropriati e la materna consapevolezza che crescere significa, in fondo, sbagliare, la madre assume in sé la responsabilità dello sviluppo di un giovane uomo o di una futura donna, con tutti i dubbi e le perplessità del caso. Cosa significa dunque essere madre, umana e terrena, del figlio di Dio?

Se la storia è estremamente vecchia e notevolmente conosciuta, ciò che cambia in questo film è senza dubbio il punto di vista: tutti conoscono anche per sommi tratti la figura di Maria di Nazareth, la vergine divenuta madre di Gesù per volontà divina, donna pia e immacolata e moglie del falegname Giuseppe, ma pochi si sono preoccupati di indagare quali fossero i modelli pedagogici, le scelte educative e dunque i gesti quotidiani che hanno caratterizzato e influenzato la formazione di Gesù.

Guido Chiesa, regista noto ai più per film quali Il Partigiano Johnny e Lavorare con lentezza, nella precisa intenzione di scansare il rischio della favoletta a sfondo natalizio/religioso (e riuscendoci), parte da un’ipotesi tanto peculiare quanto profonda e intrinsecamente rischiosa: che la profonda umanità di Gesù derivi forse da un’infanzia vissuta all’insegna della libertà individuale e della fiducia nell’umanità di cui Maria è stata fautrice insieme al marito Giuseppe? Per estensione: che il segreto dell’autentica libertà dell’uomo abbia in qualche modo a che fare con l’educazione che si riceve da bambini?

Basato principalmente sul vangelo secondo Luca (che dei quattro è quello che contiene maggiori elementi sulla nascita di Gesù e sulla figura di Maria), ma anche su alcuni testi apocrifi e fortemente influenzato da contributi offerti da alcuni psicoterapeuti e intellettuali contemporanei, Io sono con te è indubbiamente un’opera coraggiosa che mira a ribaltare l’immagine classica di Maria, offrendone al pubblico una decisamente nuova, una donna coraggiosa e responsabile delle sue scelte, ma non per questo irreale o fantomatica. Lo scarto esiste, ma risulta assolutamente accettabile giacché si limita ad approfondire e non a contraddire un rapporto (madre Maria – figlio Gesù) scarsamente indagato e in fondo poco conosciuto, generando inoltre una riflessione più ampia sull’educazione dei figli e sulla relazione, insita nel rapporto genitori-prole, tra obbedienza e fiducia.

Girato in Tunisia, il film di Guido Chiesa, interpretato tra gli altri anche da Fabrizio Gifuni, Giorgio Colangeli e Carlo Cecchi verrà distribuito nelle sale a partire da venerdì 19 novembre con un unico, grande difetto: un doppiaggio italiano piuttosto carente che danneggia peraltro la qualità complessiva dell’opera.